L’Ingresso a Gerusalemme – GIOTTO

Nella Cappella degli Scrovegni a Padova, Giotto affrescò (tra il 1303 e il 1305) le storie della vita di Maria e di Gesù. La parte sicuramente più avvincente e più importante per la fede cristiana è il racconto della Pasqua: la Passione, la morte e la Risurrezione di Gesù, Figlio di Dio.

In questo articolo parleremo dell’inizio dell’ultima settimana della vita terrena di Gesù, che oggi chiamiamo la “Settimana Santa”: l’entrata di Gesù nella città di Gerusalemme. Oggi si ricorda questo fatto nella Domenica delle Palme.

Nel Vangelo si racconta:

«I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!”» 

(Vangelo secondo Matteo 21, 6-9)

In questo dipinto, Gesù si trova sopra un asinello e sta andando verso una città chiamata Gerusalemme.
Dietro a lui ci sono i suoi 12 amici chiamati “apostoli”. Lo sai che Gesù aveva scelto dodici amici speciali? Con questi amici Gesù ha vissuto per tre anni e insieme a loro faceva veramente tante cose: mangiava, faceva lunghi viaggi, parlava con tante persone, guariva gli ammalati… Erano proprio sempre insieme. Anche nel viaggio verso Gerusalemme i suoi amici lo seguono. Giotto li dipinge dietro Gesù, riesci a vederli? Di alcuni vi vedono bene i visi, di altri si vedono solo un po’ le teste e le aureole!

Davanti a Gesù ci sono alcune persone. Ma da dove vengono? Queste persone escono dalla città di Gerusalemme e vanno incontro a Gesù. Vedi in alto un edificio che assomiglia ad un castello con le due torri? Quelle sono le mura della città; si vede anche una grande porta. Proprio così! Tanto tempo fa tutte le città, per proteggersi, venivano costruite con delle mura attorno e con delle porte per entrare e uscire. La sera o quando c’era un pericolo, le porte venivano chiuse e gli abitanti restavano dentro, al sicuro. Anche Gerusalemme aveva le sue mura di protezione.

Queste persone dipinte da Giotto sanno che nella loro città stava per arrivare Gesù con i suoi apostoli ed escono fuori per andare loro incontro. Alcuni addirittura salgono sugli alberi, forse per riuscire a vedere meglio. Guardando bene questo dipinto mi sembra però che queste persone non rimangano ferme e in silenzio aspettando Gesù, ma sono un po’ agitate. Sembra anche a voi?

I due uomini sugli alberi stanno staccando dei rametti di ulivo. Come mai? Voglio accogliere Gesù sventolando i rametti come se fossero bandiere. È vero! C’è anche un ragazzo, davanti a Gesù, che tiene in mano un rametto.
Ma cosa fanno gli altri? Si tolgono i mantelli per metterli a terra, dove passerà l’asinello di Gesù. Vogliono fare un tappeto con i loro mantelli!

Gesù viene accolto come un re che visita una città!

Aspetta, ma queste persone non stanno tutte bene. C’è un signore con la testa fasciata vicino alla porta di Gerusalemme, lo vedete? Poverino, deve avere proprio tanto male. Perché esce di casa in queste condizioni?

Sapete, Gesù era molto conosciuto in quella città. Molti aveva capito che Gesù era una persona speciale e che aveva guarito tanti ammalati: una volta aveva ridato la vista ad un cieco ed un’altra volta aveva guarito un uomo che non riusciva a camminare. Gesù, poi, raccontava sempre delle storie su Dio che, come un Padre Buono, sta sempre vicino e aiuta tutti: donne, uomini e bambini, anche se non lo vediamo. La gente che ascoltava queste storie spesso diventava più buona e per questo tutti volevano incontrare Gesù. Anche il nostro amico con la testa fasciata vuole incontrare Gesù, forse perché spera di essere guarito da lui.

Ma Gesù è contento di vederli? Guardiamo i visi di tutti i personaggi, anche quello di Gesù. Sono tutti seri, sembrano arrabbiati. Non preoccupatevi, una volta si dipingeva così! Gesù non è arrabbiato, ma con il braccio alzato sta benedicendo tutta quella gente. Vedete il gesto della sua mano? Lui è contento di vede quelle persone e per questo chiede a Dio se può stare sempre accanto a loro per aiutarle nei loro bisogni.