Morte e Risurrezione di Gesù: la farfalla, il chicco di grano, i denti da latte

Questa pagina è dedicata specialmente ai bambini di prima e di seconda elementare, per i quali (come d’altro canto anche per i più grandi!) è davvero difficile riuscire a comprendere cosa vuol dire che Gesù era morto e poi è risorto. La natura ci offre degli esempi che possono aiutare i bambini a capire meglio il mistero della risurrezione di Gesù, tenendo conto che questo evento è unico nella storia e nessun fenomeno naturale può eguagliarlo.

Dal bruco alla farfalla
Ci viene in aiuto innanzitutto la vicenda del bruco, il quale ad un certo punto inizia la sua trasformazione perdendo la pelle e chiudendosi nella sua crisalide (o bozzolo).
Durante questo tempo, il bozzolo può sembrare il sepolcro del bruco, può sembrare che non vi sia più vita all’interno; invece, quando il tempo è maturo, dal bozzolo esce faticosamente il bruco, trasformato ormai in farfalla.
Anche Gesù, dopo essere veramente morto, risorge nel suo vero corpo, anche se questo corpo è trasformato, luminoso, ormai immortale.

Qui sotto vi è il link per vedere uno splendido, breve video che mostra la trasformazione da bruco a farfalla:

https://www.youtube.com/watch?v=VZf–IR9vbk

Il chicco di grano
Il secondo esempio è tratto direttamente dal Vangelo ed è Gesù stesso che lo consegna ai suoi per spiegare il valore della sua morte:

«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12, 24).

Il chicco di grano, infatti, quando viene seminato viene sepolto nella terra, come si fa con un defunto; il chicco muore, ma la sua morte non è sterile, è una trasformazione per creare qualcosa di buono e di commestibile per l’uomo: la spiga, la quale ha al suo interno molti altri chicchi.
Ecco che il sacrificio di un chicco porta tantissimo frutto, come il mistero della morte e risurrezione di Gesù porta molti a credere nel Regno di Dio e nella vita eterna.

«Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura» (Mc 4, 26-29).

La caduta dei denti da latte
Dopo aver ascoltato la vicenda del bruco che diventa farfalla, usata per spiegare la risurrezione di Gesù, una bambina di classe prima, con grande profondità ed intelligenza, ha esposto alla maestra e ai suoi compagni un altro esempio utile per capire la risurrezione di Gesù: essa può essere paragonata anche ai dentini da latte, che i bambini perdono spesso anche versando il loro sangue e soffrendo, come ha fatto Gesù sulla croce; però questo dolore e questa perdita sono necessari affinché crescano i denti definitivi, più forti e utili per affrontare la vita adulta. Incredibile esempio! Bravissima!

Maestra Angelica