La pecorella smarrita e il buon Pastore

Lunetta del Buon Pastore,
V secolo, Mausoleo di Galla Placidia (Ravenna)

Gesù buon pastore
«Egli disse loro questa parabola: ″Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: «Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta». Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione”» (Lc 15, 3-7).

Gesù racconta questa parabola perché vuole far capire ai suoi ascoltatori chi è Dio e come si comporta con le persone che si allontanano da Lui. Gesù dice che Dio è Padre e dunque, come quel buon pastore di cui parla, ha a cuore ogni pecora; quando vede che una di loro si smarrisce, lascia le altre e la va a cercare. Una volta trovata, Egli non si arrabbia, ma fa festa e gioisce. Così Dio è quel buon pastore che conduce il suo gregge (l’umanità) aiutando ogni pecora nel percorso della propria vita.
In un altro passo, Gesù parla di sé dicendo di essere il buon pastore:

«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. (…) Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore» (Gv 10, 1-4.14-15).

Nel mosaico del Buon Pastore a Ravenna, Cristo è seduto in mezzo alle sue pecore in un clima di grande serenità. Egli ha in mano un bastone a forma di croce, che ci ricorda il suo sacrificio; non ha la barba, è rappresentato come un giovane; ha una veste ricca e dorata, perché egli è il Figlio di Dio. Il suo sguardo è attento, anche se si posa lontano. Egli allunga una mano per accarezzare una delle sue pecore; le altre hanno tutte atteggiamenti diversi tra loro, però tutti i loro sguardi sono rivolti a Gesù. Le pecore sono i fedeli che seguono Gesù e lo ascoltano perché lo conoscono e lo amano; Gesù è disposto a dare la vita per loro e la croce che tiene in mano ci ricorda che a Pasqua egli l’ha fatto. Gesù e le pecore si trovano in un bellissimo giardino primaverile e rigoglioso: è il Paradiso, dove Gesù ha promesso che andranno tutti coloro che lo ascoltano.

Maestra Angelica

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