L’arte simbolica delle catacombe

Il linguaggio dell’arte cristiana è spesso configurato come linguaggio simbolico. I segni e i simboli non sono però esclusivamente propri delle opere d’arte; essi riguardano tutta l’esperienza giudaico-cristiana. Nella Bibbia, per comunicare con gli uomini, Dio usa dei segni: per esempio, a Mosé Dio rivela il proprio nome attraverso un roveto che arde ma che non si consuma.
Anche Gesù opera attraverso dei segni: la prima parte del Vangelo di Giovanni ci narra del segno con cui Gesù inizia il suo ministero pubblico, ossia la trasformazione dell’acqua in vino in occasione delle nozze di Cana in Galilea e di altri segni come guarigioni, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, la resurrezione dell’amico Lazzaro, ecc. Anche durante l’ultima cena Gesù utilizza due simboli: il pane ed il vino rimandano al suo corpo ed al suo sangue, cioè l’offerta totale di sé che culminerà con il sacrificio della croce.

«Anche l’arte della Chiesa parla mediante segni. Al servizio dei sacramenti, fa capire che le cose del mondo racchiudono significati al di là del loro aspetto materiale, il quale infatti vien qualche volta disatteso perché inadeguato allo scopo comunicativo. Laddove invece viene riprodotto l’aspetto esteriore delle cose, esso viene tuttavia illuminato dal di dentro, così che da opaco diventa trasparente, lasciando vedere il senso profondo – il senso cristico – del mondo e della vita. Il linguaggio dei segni e del simbolismo è pertanto una componente dell’arte sacra, presente perfino nel realismo o naturalismo stilistico»
(T. Verdon, L’arte nella vita della Chiesa, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2009, 89).

L’arte paleocristiana è esclusivamente un’arte simbolica: raffigurare in maniera sovrapposta le lettere greche Χ (chi) e Ρ (rho) è un chiaro riferimento a Gesù Cristo, in quanto iniziali della parola greca ΧΡΙΣΤÒΣ, cioè Cristo. Inserire in questo monogramma le lettere Α (alfa) e Ω (omega), prima ed ultima lettera dell’alfabeto greco, simbolicamente significa che Cristo è l’inizio e la fine di tutto. A volte questo segno poteva essere racchiuso da un cerchio – più o meno decorato –, simbolo di pienezza e perfezione. Il monogramma di Cristo è solo un esempio, basti pensare alla raffigurazione del pesce, le cui iniziali della traduzione in greco formano l’acrostico della frase “Gesù Cristo figlio di Dio, Salvatore”; la colomba simbolo della pace; l’àncora simbolo di salvezza; il pastore con le pecore simbolo di Gesù Buon Pastore.