Le “Scuole” a Venezia

Dal XIII secolo nascono a Venezia le Scuole: istituzioni associative formate da gruppi di persone più o meno numerose. Le Scuole sono confraternite di laici che in base al patrimonio e al numero di partecipanti possiamo distinguere in Scuole grandi, a cui partecipavano borghesi e patrizi veneziani, e Scuole piccole, formate dai ceti medi della popolazione. Ogni Scuola veneziana ha un santo protettore a cui è dedicata. Per “Scuola” generalmente si può intendere allora sia la confraternita che l’edificio che la ospita. Le Scuole a Venezia sono un fenomeno abbastanza complesso ed essendo inserite nel tessuto cittadino toccano vari ambiti: religione, politica, economia, arte. Oggi troviamo traccia della struttura architettonica del luogo dove si riunivano ben 81 Scuole tra piccole e grandi, mentre quelle ancora attive sono cinque: la Scuola Grande di San Rocco, la Scuola Grande di San Teodoro, la Scuola Grande San Giovanni Evangelista, la Scuola Grande dei Carmini e la Scuola Dalmata dei SS. Giorgio e Trifone 1.

Scuola Grande di San Rocco (Venezia)

Le Scuole nascono negli ambienti parrocchiali come confraternite di devozioni, o associazioni di persone che svolgono uno stesso mestiere o che provengono da una stessa nazione. Le persone vi partecipavano avendo come scopo l’assistenza, le opere di carità, la devozione al santo patrono, la difesa di interessi comuni. Anche se i confini non sono netti, semplificando, possiamo dire che mentre le Scuole grandi erano per lo più Scuole di devozioni, mentre le Scuole piccole erano scuole di mestiere e di nazionalità. All’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia, le Scuole erano ben integrate nel tessuto sociale: ad esempio le Scuole di mestieri fungevano da intermediari tra governo e lavoratori garantendo, tra i membri della Scuola, una certa coesione 2.

Scuola Grande di San Marco (Venezia)

Per essere approvata, una Scuola doveva presentare al Consiglio dei Dieci uno statuto chiamato Mariegola, la quale conteneva un insieme di norme che garantivano la gestione della comunità. In seguito veniva richiesto il riconoscimento giuridico-ecclesiastico. La struttura organizzativa della Scuola era gerarchica: presiedeva il Guardian Grando, la Banca era l’organo direttivo – formata da una quindicina di persone – e il Capitolo riuniva tutti i confratelli. Negli anni, le Scuole più importanti costruirono edifici come sede della Scuola stessa, all’interno dei quali troviamo sempre un altare intitolato al santo patrono. Spesso esse sorgevano vicino ad una chiesa. Ogni Scuola aveva una sala, normalmente al piano terra, dove venivano accolti i bisognosi e dove si amministravano le attività di aiuto caritatevole. Al piano superiore c’era sempre una sala di grandi dimensioni chiamata Sala del Capitolo, dove tutti i confratelli si riunivano per discutere o prendere delle decisioni. C’era poi una sala più piccola che veniva chiamata Sala dell’Albergo, dove si riuniva l’organismo direttivo della Banca. Ogni confratello doveva versare una quota da tenere in una cassa comune che formava il patrimonio di una Scuola e che veniva usato per vari scopi: opere di carità, beneficenza, costruzioni di ospedali ed ospizi per i confratelli infermi e per i bisognosi, ecc. Nel 1500 le Scuole grandi di Venezia erano: San Teodoro, Santa Maria della Carità, San Marco, San Giovanni Evangelista, Santa Maria della Misericordia e San Rocco 3.

Maestro Vincenzo


[1] Cfr. S. Gramigna – A. Perissa, Scuole grandi e piccole a Venezia tra arte e storia. Confraternite di mestieri e devozione in sei itinerari, Grafiche 2am, Venezia, 2008, 13.
[2] Cfr. Ibidem.
[3] Cfr. Ivi, 15.