L’annunciazione e la visitazione

L’annunciazione dell’angelo a Maria

Arco del presbiterio
Arco del presbiterio

La storia continua nella parte alta dell’arco che sovrasta il presbiterio. Giotto sfrutta questo spazio semicircolare disponendo, in alto e nelle porzioni murarie laterali, la scena dell’Annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria circa la nascita di Gesù e la visita della Vergine alla cugina Elisabetta. Il Vangelo canonico di San Luca ci racconta che:

«Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”. Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei» (LC 1, 26-38).

Dio Padre circondato dagli angeli
Dio Padre circondato dagli angeli

Giotto dipinge al centro, su una tavola di legno posta a chiusura di un’apertura, Dio Padre seduto su un trono rialzato da tre gradini; Egli è il centro del mistero dell’Incarnazione e dell’intera Storia della Salvezza raccontata all’interno della Cappella degli Scrovegni. Entrando dalla porta centrale e alzando lo sguardo, si vede subito Dio in trono, dipinto con le sembianze del Figlio Gesù. Egli tiene nella mano sinistra lo scettro, mentre la mano destra è alzata in segno di comando. A destra ed a sinistra del trono dell’Altissimo ci sono degli angeli. Queste schiere angeliche ricordano il sermone di san Bernardo sulla disputa tra le virtù divine. Si racconta che alcuni spiriti celesti chiesero a Dio di salvare l’umanità e a questi si aggiunsero le virtù della Misericordia e della Pace; altri, al contrario, chiesero che fosse confermata la condanna che Dio aveva inflitto ad Adamo. A questi ultimi si aggiunsero le virtù della Verità e della Giustizia. La decisione cui giunse Dio fu quella di offrire il proprio unico Figlio per la salvezza dell’umanità. Giotto, che probabilmente conosceva questo sermone, dipinge gli angeli ricordando la disputa: alla destra del Padre il gruppo capeggiato dalla Misericordia e dalla Pace e alla sinistra quello a cui fanno capo la Verità e la Giustizia. L’angelo Gabriele è identificato con la virtù della Misericordia, e dunque Dio lo manda come suo speciale portavoce ad annunciare a Maria l’incarnazione, in lei, del suo Figlio.

L'angelo annunciante
L’angelo annunciante

Subito sotto, ai lati dell’arco, Giotto dipinge la casa di Nazareth in due parti perfettamente speculari. Nella parte di sinistra l’angelo Gabriele, inginocchiato, con le labbra socchiuse e una mano alzata, sta annunciando a Maria il messaggio divino; nell’altra mano tiene il cartiglio con il testo dell’annuncio.

Maria annunciata
Maria annunciata

Dall’altra parte la Vergine, anch’ella inginocchiata, è interrotta dalla sua pratica di preghiera quotidiana mentre sta ancora stringendo tra le mani il libro appena usato. Maria viene illuminata da un raggio divino – il cui colore purtroppo risulta danneggiato – che scende dall’alto della stanza. Le due porzioni di casa vengono virtualmente unite dalla tenda tirata in disparte, nell’estrema sinistra e nell’estrema destra. Dai due balconcini esterni fuoriescono due bastoni di legno a cui sono legati due drappi bianchi che si muovono sospinti dal vento. Essi richiamano la purezza di Maria e la sua immacolata concezione, mentre il vento che li gonfia ricorda la presenza dello Spirito di Dio.

 

La visita di Maria alla cugina Elisabetta

Visitazione di Maria a Elisabetta
Visitazione di Maria a Elisabetta

Il racconto prosegue con l’affresco posto sotto alla Vergine annunciata. Giotto ricorda l’incontro tra Maria e la cugina Elisabetta, anche lei in attesa di un figlio: Giovanni Battista.

«In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”. Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore […]» (LC 1, 39-47).

L’incontro tra Maria ed Elisabetta avviene davanti la casa di quest’ultima. Una porta arcuata e un piccolo portico sorretto da due colonnine di marmo impreziosiscono l’edificio. Al centro della scena Maria, con una pregiata veste rossa ricamata d’oro, viene raggiunta dall’anziana cugina che, abbracciandola, quasi le si inchina dinanzi. L’intreccio delle braccia e l’intensità dello sguardo esprimono la complicità delle due donne mentre – come sappiamo dal Vangelo – i bambini che portano nel grembo sussultano di gioia. Altre due donne, probabilmente le vergini che erano state affidate a Maria dal Sommo Sacerdote, l’accompagnano in casa della cugina. Una delle due tiene in mano una stoffa bianca, forse segno delle fasce che avvolgeranno i futuri nascituri. Dietro Elisabetta, una donna con una cuffia a rete sulla testa ammira l’incontro portandosi una mano sul ventre come a voler esprimere lo stato di gravidanza delle due cugine.

Maestro Vincenzo