La Risurrezione di Gesù nell’arte

M. Rupnik, Risurrezione

Marko Rupnik
Discesa agli Inferi e Risurrezione
2006, Cappella del Collegio San Stanislao (Lubiana, Slovenia)

http://www.centroaletti.com/ita/opere/slovenia/39.htm

La Risurrezione di Gesù dai morti è il momento più importante della vicenda di Gesù e anche il più misterioso, in quanto nessuno era lì presente al momento della risurrezione: gli artisti hanno trovato diversi modi per rappresentare questo grande evento, aiutati da ciò che è narrato nei Vangeli e dalla riflessione di fede.

Il sepolcro vuoto e la visita delle pie donne o “mirrofore”

«Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete». Ecco, io ve l’ho detto» (Mt 28, 1-7).

La rappresentazione più antica della Risurrezione è quella delle pie donne (due o tre a seconda della versione, v. Mc 16, 1) che, all’alba della domenica, si recano alla tomba di Gesù per ungere il suo corpo con la mirra profumata (perciò sono chiamate anche mirrofore, cioè «portatrici di mirra»), conservata in graziosi vasetti. Esse però non trovano il corpo di Gesù, ma il sepolcro aperto e vuoto, con sopra o vicino un angelo (o più angeli) e sotto le guardie addormentate.
Secondo i Vangeli sinottici, infatti, è proprio un angelo ad annunciare loro la straordinaria notizia della risurrezione di Gesù.

«Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno» (Mt 28, 8-10).

Poco dopo, le donne incontrano Gesù Risorto che conferma l’annuncio dell’angelo. Nei dipinti a volte è raffigurato anche questo secondo momento, perciò vediamo, dietro agli angeli o poco più lontano, Gesù che attende le donne. Non sempre però Gesù è raffigurato.

Gesù e la Maddalena (Noli me tangere, «non mi toccare»)

«Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. (…) Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo».Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: «Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro»». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto» (Gv 20, 1.11-18).

Secondo il Vangelo di Giovanni, la prima a vedere Gesù risorto è Maria Maddalena. Ella arriva al sepolcro di mattina presto e lo trova vuoto; in lacrime, poiché pensa che abbiamo trafugato il corpo, ode prima le voci degli angeli e poi vede Gesù, che però scambia per il giardiniere. Quando lui la chiama per nome, lei lo riconosce e compie un gesto di meraviglia, provando a toccarlo. Gesù, però con un gesto della mano le dice di non trattenerlo, perché deve tornare in Cielo da Dio e la manda ad avvisare gli apostoli della Risurrezione. In questo soggetto il nucleo fondamentale è il dialogo tra Maria e Gesù. Il Risorto è abbigliato splendidamente e reca in mano il vessillo della vittoria sulla morte (la bandiera crociata); talvolta questo vessillo termina con una vanga o si trasforma in essa, a ricordare che Maria inizialmente ha scambiato Gesù per il custode del giardino. Il giardino poi, può venire rappresentato come l’Eden, cioè il paradiso terrestre dal quale l’uomo era stato cacciato a causa del peccato; Gesù, con la sua risurrezione, ha messo in atto una nuova Creazione, ha ristabilito il rapporto di comunione che l’uomo aveva con Dio prima del peccato e il giardino rigoglioso è il segno visibile di questa realtà spirituale.
Talvolta la scena si allarga e allora, oltre al sepolcro, a Maria e a Gesù, vediamo anche gli angeli che per primi hanno rivolto la parola alla Maddalena e le guardie addormentate: vi è una mescolanza con la precedente tipologia delle mirrofore.

L’Anastasis, o Discesa agli Inferi

La rappresentazione più misteriosa e interessante è l’Anastasis (dal greco «risurrezione»), che mostra le conseguenze spirituali della morte e risurrezione di Gesù. Questa tipologia si rifà ad alcuni testi apocrifi, come il Vangelo di Nicodemo, dove si racconta che Cristo, nell’arco di tempo in cui è rimasto nel sepolcro, scende vittorioso nel luogo chiamato «inferi» (che non equivale all’inferno) dove vi sono le anime di tutta l’umanità in attesa della redenzione e le libera per portarle con lui alla vita eterna del paradiso; per fare ciò, egli irrompe nel regno della morte sfasciandone le porte sigillate. Infatti vediamo Cristo, bianco splendente, con i segni evidenti della sua passione e quasi sempre con la croce in mano perché con essa ha salvato l’umanità, rompere con i piedi i chiavistelli che chiudono le porte degli inferi e prendere per mano Adamo ed Eva, simbolo di tutta l’umanità che viene salvata da lui. Nelle icone bizantine Eva può avere le mani coperte dal mantello, come segno di vergogna per aver colto con esse il frutto del peccato offertole dal serpente.
Cristo risorto è spesso raffigurato all’interno di una mandorla luminosa che indica che egli è il Signore del tempo e della storia. 
Talvolta Cristo schiaccia sotto i suoi piedi il diavolo, responsabile di aver introdotto nel mondo il peccato e la morte e di aver dunque allontanato l’uomo da Dio; nel mosaico della Basilica di San Marco (Venezia) egli cerca disperatamente di riprendersi Adamo, tirandolo per un piede, ma è evidente che la presa di Gesù Risorto è più salda: la salvezza portata da Cristo è più forte del male causato da Satana.
Possono esserci in questo soggetto altri personaggi, come Giovanni il Battista, precursore del Messia, Re Davide e Re Salomone (li riconosciamo dalle corone) e altri personaggi dell’Antico Testamento.

La Risurrezione: Cristo vittorioso che esce dal sepolcro

La rappresentazione più incisiva è quella in cui Gesù risorto esce dal sepolcro: egli può essere dipinto mentre con il piede scavalca la tomba o in volo, mentre emana una grandissima luce divina.
Il suo portamento è fiero e il suo corpo è mostrato in tutta la sua umanità: si vuole sottolineare che egli è risorto con il suo vero corpo e che questa risurrezione è definitiva, in quanto egli ha sconfitto la morte e non può più morire. Talvolta lo vediamo spalancare le braccia, per confermarci che è davvero lui, il Risorto, a essere stato crocifisso per la salvezza dell’umanità.
Gesù risorto è coperto solo da un manto svolazzante che spesso gli lascia il petto nudo, così da farci vedere la ferita sul costato. Il manto può essere splendente, simbolo della gloria di Dio, o rosso, simbolo di regalità. Quasi sempre ha in mano la bandiera con la croce (chiamata vessillo crociato) che indica la sua vittoria sulla morte; perciò in questi dipinti egli può anche essere chiamato anche «Cristo vittorioso».
Spesso intorno al sepolcro vi sono le guardie addormentate, a ricordarci che la Risurrezione rimane un mistero poiché nessuno vi ha assistito direttamente; le guardie possono anche essere sveglie, ma in questo caso esse risultano come accecate o stordite dalla luce divina.
Cristo risorto è spesso rappresentato da solo, spesso in scultura, sopra gli altari maggiori o anche all’esterno delle chiese: egli reca il vessillo della vittoria e con la mano destra benedice l’umanità. In questa veste egli è chiamato «Cristo Redentore», cioè Salvatore.

BIBLIOGRAFIA DI APPROFONDIMENTO
A. Peratoner, La luce dell’Ottavo giorno. Elementi per una sistematica dell’iconografia sulla Risurrezione di Cristo nelle sue linee evolutivein «Marcianum», I (2005), n. 2, pp. 305-326.

Maestra Angelica